Cenni storici su Altare

Altare appartenne alle terre del Marchesato del Monferrato per effetto della marca aleramica creata, con l’obertenga e l’arduinica, nel 950 da Berengario II, Re d’Italia, e assegnate nel 967 da Ottone I alla famiglia marchionale degli aleramici iniziata da Aleramo. Nel 1142 Altare fu attribuito ad Enrico il Guercio, discendente di Aleramo, che assunse per primo il titolo di Marchese del Carretto. La dinastia aleramica del Monferrato si estinse nel 1305 con Giovanni, coniugato, senza prole. La sorella Violante sposò l’imperatore Bisanzio Andronico II dei Paleologo ed il Monferrato passò al loro secondogenito Teodoro I. Nel 1388 divenne Marchese del Monferrato Teodoro II. La dinastia dei Paleologo si estinse praticamente nel 1531 con la morte in giovane età (12 anni) di Bonifacio Marchese del Monferrato, deceduto il 6 giugno 1531. Gli succedette lo zio Gian Giorgio che non ebbe prole. Mentre egli era ancora in vita l’imperatore Carlo V il 4 dicembre 1532 investiva degli Stati del Monferrato (come feudo dipendente dall’Impero) Federico Gonzaga, Duca di Mantova, in uno con la sua consorte Margherita Paleologo, nipote del marchese Gian Giorgio deceduto nel 1533. Nel 1708 ALTARE seguì la sorte del Monferrato passando sotto il dominio del Duca di Savoia Vittorio Amedeo II ed entrando quindi a far parte prima del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d’Italia

     
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